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June 30

solipsisticità.

 
un certo tasso di menzogna fa parte della vita.
a chi che ti chiede come stai,come vanno le cose,
non è certo il caso di rovesciargli addosso il tuo barile di sventure,devi rispondere che va tutto bene,nascondere spudoratamente il clima di zattera alla deriva che sta assumendo la tua esistenza..allegare un sorriso,ed eclissarti al più presto possibile .
si chiamano convenzioni sociali,e credo che nel momento in cui sono state distribuite agli esseri umani..io ,evidentemente,ero assente.
io sono decisamente la persona sbagliata cui porre la domanda,essendo quella che vomita la propria autobiografia al malcapitato vicino,ahimè..poco conta se sconosciuto.
arrivo a raccontarti,in cinque minuti di conversazione,gli ultimi diec'anni della mia vita,vita morte e miracoli del mio pesce rosso.
da extyn urlai ingenuamente affermazioni del tipo
 "bruttissima quella maglia"\"cheschiiiiiiifo"\"usciamo da questo negozio"
provocando una serie di "shshhh" da parte delle mie care compagne di sventura-che fingevano di non conoscermi- e di occhiate
d'odio capaci i ridurre in cenere anche Hulk,da parte delle commesse.
(episodio da non dimenticare xDDD)
dico la parola sbagliata al momento sbagliato.
è forse per questo che ho una fottuta paura di me,del mio inconscio,
di quello che dico e faccio.
(la performance in cui mi infilo le patatine nel naso rimane un cult)
ma davvero ci tengo ad assimilare anch'io qualche convenzione sociale
(tipo rispondere "niente di che" alla domanda "che si dice?").
devo rendere meno solipsistica l'intera mia esistenza.
(solipsistica:ho imparato un nuovo termine!
adoro il suono,il significato e tendo e pronunciarlo ogni 2 parole)
detto questo,vi lascio un solipsistico saluto.
tanti solipsistici baci.
 
 
notadelredattore:
per chiunque voglia sentire la
biografia del mio pesce rosso,basta chiedere. 
 
 
 
December 29

ispirazioni.

 

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Ho lasciato il mio cuore in cima ad una montagna troppo alta e distante da qui per riuscire a trovarlo ora. è questo il destino di chi prosegue a camminare disilluso e ferito senza fermarsi,anche quando una vera destinazione non si rivela,non esiste,non c'è. è questa la vita dei pellegrini emozionali che sorridono alla propria condanna: sereni,consapevoli ed esperti nel convertire i propri dolori in virtù. è questa la storia di chi sa vedere il bello in ogni persona ma per paura e sensibilità estrema non vuole osservarlo mai. siamo noi a trovare nei ricordi inestimabili tesori e nei sogni i loro unici eredi. ho perduto il cuore,lì.. su quella montagna ed ora sono troppo stanco per andare a cercarlo ,ora voglio solo aspettare che un sorriso, mi dia la salvezza.

 

Questa è per chi non ha paura di sentirsi solo.
 Questa è per chi si è sentito almeno una volta inutile,pur vivendo eternamente nella premura.
Questa è per chi non dimentica,pur non conoscendo il rancore. Questa è per chi non sente nè il bisogno di attaccare,nè la necessita di difendersi.
Questa è per chi trova dignità nel sentirsi fragile.
Questa è per chi capisce quanto un silenzio sappia raccontare e quanto un silenzio sappia accudire.
Questa è per chi si concede una sosta dai concetti e i preconcetti e da valore alla prima "seconda impressione".
 Questa è per chi porta dietro sè il peso di un dolore irrisolvibile. Questa è per chi la vuol sentirla sua.
Questa, una volta tanto, è per me e per chi sa piangere...ancora alla mia età.

 

 

sei gentilmente pregato,oh lontano visitatore..
di non prelevare la mia foto.
se lo fai,visto che sei gentilmente  pregato..
ti rompo il culo.
 
 

squeeeenz.

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